33) Marcuse. La razionalit scientifica non  un sapere neutro.
Marcuse mette in evidenza, dietro all'apparente neutralit del
sapere scientifico, il suo essere oggetto per una soggettivit,
che a sua volta  responsabile di un progetto di dominio e di
reificazione dell'uomo.
H. Marcuse, L'uomo a una dimensione (pagine 365-369).

 A mo' di sommario, possiamo ora cercare di identificare pi
chiaramente il soggetto occulto della razionalit scientifica ed i
fini nascosti nella sua forma pura. Il concetto scientifico di una
natura universalmente controllabile configur la natura come
materia-in-funzione senza fine, mero oggetto di teoria e di
pratica. In questa forma, il mondo-oggetto entr a far parte della
costruzione di un universo tecnologico - un universo di strumenti
mentali e fisici, di mezzi in s. Si tratta quindi di un sistema
veramente ipotetico, che dipende da un soggetto verificante e
validante.
I processi di validazione e di verifica possono essere puramente
teorici ma non avvengono mai nel vuoto, e mai hanno termine in una
mente privata, individuale. Il sistema ipotetico di forme e
funzioni viene a dipendere da un altro sistema - un universo di
scopi prestabilito, nel quale e per il quale esso si sviluppa. Ci
che appariva estraneo, alieno al progetto teoretico, si mostra
come parte della sua stessa struttura (metodo e concetti);
l'oggettivit pura si rivela quale oggetto per una soggettivit
che provvede il Telos, i fini. Nella costruzione della realt
tecnologica non c' nulla di simile ad un ordine scientifico
puramente razionale; il processo della razionalit tecnologica 
un processo politico.
Soltanto nel medium della tecnologia l'uomo e la natura diventano
oggetti fungibili di un'organizzazione. L'efficacia e la
produttivit universali dell'apparato nel quale essi sono inclusi
occultano gli interessi particolari che organizzano l'apparato. In
altre parole, la tecnologia  diventata il maggior veicolo di
reificazione - di reificazione nella sua forma pi matura ed
efficace. Non soltanto la posizione sociale dell'individuo e la
sua relazione con gli altri appaiono determinate da qualit e da
leggi oggettive, ma queste sembrano perdere il loro carattere
misterioso ed incontrollabile, e appaiono come manifestazioni
calcolabili della razionalit (scientifica). Il mondo tende a
diventare materia di amministrazione totale, che assorbe in s
anche gli amministratori. La tela di ragno del dominio  diventata
la tela della Ragione stessa, e la societ presente  fatalmente
invischiata in essa. Ed i modi trascendenti del pensiero appaiono
trascendere la stessa Ragione.
In queste condizioni, il pensiero scientifico (scientifico nel
senso pi lato, in quanto opposto al pensiero confuso, metafisico,
emotivo ed illogico) assume, al di fuori delle scienze fisiche, la
veste di un formalismo puro e in s conchiuso (simbolismo) da un
lato, e dall'altro lato quella di un empirismo totale. (Il
contrasto non  un conflitto. Si osservi l'applicazione empirica
della matematica e della logica simbolica nelle industrie
elettroniche). In relazione all'universo stabilito di discorso e
di comportamento, la non-contraddizione e la non-trascendenza sono
il denominatore comune. L'empirismo totale rivela la sua funzione
ideologica nella filosofia contemporanea.
C. Bordoni e Alfredo De Paz, La critica della societ nel pensiero
contemporaneo,
G. D'Anna, Messina-Firenze, 1984 2, pagine 177-178.
